L’Opinione, martedì 1° luglio 2008, Libri
Guido Nicosia si conferma scrittore di talento anche nel suo recente romanzo "Bel suol d'amore", pubblicato da Di Renzo Editore. Si legge piacevolmente. È un libro di nicchia, particolare, questo, che lo impreziosisce. La scrittura è fluida, le vicende si infittiscono pagina dopo pagina, l'autore dal groviglio delle diverse "storie" tira fuori personaggi che, inquadrati nell'epoca richiamata nel libro, sono esistiti nell'immaginario collettivo; ma non solo. "Bel suol d'amore" è iconografico, storico, intrigante. L'autore porta per mano il lettore nella Libia di Ghedaffi appena tolta ai colonialisti. Descrive la incantevole, e nello stesso tempo misteriosa, Tripoli, come era ai tempi della colonizzazione evidenziando la tragedia degli ebrei "che erano al terzo ed ultimo gradino della scala sociale" e su quella città, Nicosia incolla la nuova su cui Ghedaffi, forte della sua potenza derivante dai giacimenti petroliferi,impone ad altre nazioni, fra queste l'Italia, i suoi diktat e le condizioni per impiantare imprese che vogliono speculare sul processo di ricostruzione del Paese libico. In quella Tripoli, "bel suol d'amore" nell'Amabsciata italiana l'autore catapulta un Consigliere diplomatico, che sarà il personaggio narrante del romanzo, per metterlo a tu per tu con intrighi internazionali facendogli scoprire, attraverso le storie di altri personaggi quanto le situazioni in Libia di quel periodo siano state fortemente strumentalizzate dalla politica lungo l'asse Roma-Tripoli. Ci sono i servizi segreti italiani impelagati, ci sono i sistemi dei partiti. E ci scappa anche il cadavere. E ci sono anche vicende sentimentali sullo sfondo degli intrighi.